lunedì 26 settembre 2011

Nutrirsi per non invecchiare



Quanto la nutrizione ha permesso di migliorare le prestazioni in tutte le discipline sportive? Moltissimo, ma la ricerca è in continuo cammino. Il limite è quanto conosciamo il nostro corpo, il suo funzionamento, i suoi tempi e ogni scoperta scientifica trova subito sviluppi e nuove applicazioni.

Siamo passati da riso e filetto a una dieta studiata e bilanciata per ogni tipo di performance sportiva. L'alimentazione, l'utilizzo dei vari elementi da parte del nostro corpo, i tempi di metabolizzazione e la lettura della resa in termini di prestazione, è una chiave importante per avere una maggiore consapevolezza di noi stessi, non solo quando "alziamo i giri del motore" con la pratica sportiva, ma nella vita di tutti i giorni.

Le frontiere. Sono molte le direzioni in cui si sta muovendo la ricerca, "carburante" utilizzato, tempi di utilizzo, rapporto tra muscoli e cervello ... campioni si nasce ma i questo discorso conta anche l'alimentazione.

L'invecchiamento. L'ottimizzazione del programma alimentare ha in pochi anni elevato le prestazioni in quasi tutte le discipline, ma la nuova frontiera di questo ramo della ricerca è l'invecchiamento cellulare. La cellula è il più piccolo sistema funzionale del nostro organismo e ha una propria vita. Il nostro organismo dispone di meccanismi molto complessi per il rinnovamento cellulare, che con il passare del tempo rallentano non permettendo più al nostro corpo di ottenere le stesse prestazioni. Ma l'invecchiamento si può rallentare, si è scoperto che molecole come i polifenoli (contenute nei frutti di bosco per esempio) sono in grado di attivare i meccanismi di longevità, così da avere una qualità migliore della nostra vita.

LE REGOLE A TAVOLA

5 pasti al giorno: non saltare mai la prima colazione nè i pasti principali ma aggiungere due spuntini al giorno

Tanta verdura: nei pasti principali regola importantissima

Il pesce è da mangiare varie volte la settimana per il suo contenuto in OMEGA 3 con effetto antinfiammatorio.

Preferire carni bianche (pollo e tacchino) e pane e pasta integrali.

Come condimento scegliere sempre olio extravergine d'oliva, non solo per il suo contenuto in grassi benefici ma anche per l'attività antinffiammatoria e antiossidante.

Bere molta acqua anche ricca di sodio (per recuperare quello perso con il sudore) soprattutto tra i pasti, limitare al massimo gli alcolici.

Tra i formaggi preferire quelli che forniscono più proteine che grassi (come ricotta, mozzarella e grana)

Mangiare d'abitudine frutta fresca di stagione.

Evitare margarine e i cibi che le contengono tipo merendine e prodotti da forno industriali.

Evitare i cibi troppo ricchi di grassi saturi come le parti grasse della carne ed eliminare il bianco del prosciutto e dello speck.

Ipoglicemia e OMEGA-3

Ipoglicemia, ossia abbassamento del tasso di glucosio nel sangue. Essa si verifica se si è digiuni da molte ore, ma anche se si è assunta una certa quantità di cibi che vengono digeriti e assimilati rapidamente, che prima fanno alzare molto la glicemia e poi, per l'intervento dell'insulina, provocano un abbassamento rapido della glicemia e un calo dell'efficenza del cervello e delle prestazioni. L'olio di pesce, grazie alla presenza in esso di grassi essenziali OMEGA-3 migliora quella che è definita attentività e che comprende i tempi di reazione, fondamentali in molti sport.

La soluzione

Da ormai qualche anno Herbalife insiste sull'importanza di una buona colazione equilibrata per gli atleti, ma anche di una nutrizione mirata ed equilibrata di nutrienti per tutta la giornata. Questo discorso se è valido per gli atleti è sicuramente importante per tutte le persone.

Da mercoledì 17 settembre è disponibile la nuova linea HERBALIFE 24, dedicata ai profossionisti e agli sportivi di tutti i giorni.

Per maggiori informazioni visita il sito dedicato oppure chiedi al tuo distributore di riferimento.

A presto, Blogger Markus

fonte: gazzetta dello sport del 15 settembre 2011

domenica 28 agosto 2011

Esercizi per tonificare glutei e cosce


È un cruccio che angoscia soprattutto le donne ma non sono pochi gli uomini a preoccuparsi del proprio posteriore ...

... e così questi esercizi torneranno in fondo utili a chiunque abbia bisogno di tonificare concentrandosi proprio sui muscoli di glutei e cosce.

Guardate il VIDEO

Si tratta di due esercizi piuttosto semplici che chi frequenta o ha frequentato qualche lezione di aerobica o discipline affini conoscerà già per aver patito lunghi minuti su quel tappetino sollevando le gambe come in video.

Curando la posizione della schiena e del collo, solleverete verso il lato esterno prima e verso l’alto poi la gamba piegata a novanta gradi, in modo da sollecitare principalmente i muscoli dei glutei ma coinvolgere nel contempo tutti i muscoli delle gambe.

Con un po’ di costanza, circa quindici ripetizioni per ciascuna gamba e l’impegno minimo richiesto da esercizi così facili i risultati non tarderanno a manifestarsi. Purché, s’intende, associate l’esercizio fisico alla consueta corretta alimentazione e ad uno stile di vita che non contraddica ogni sforzo in palestra.

Blogger Markus

mercoledì 24 agosto 2011

Italiani, consumate troppo sale!


Quasi 11 grammi al giorno, quando ne basterebbe uno. 
È uno dei principali responsabili delle malattie del cuore.


Altro che dieta mediterranea. L'Italia, sempre più obesa, è uno tra i paesi che consumano più sale al mondo, in media ben 10,8 grammi al giorno (12 gli uomini e 10 le donne). In Europa pochissimi paesi, l'Ungheria per esempio, si comportano peggio di noi. In realtà per vivere basterebbe un grammo di sale al dì.

IL SALE PUO' UCCIDERE - A dare questa istantanea delle cattive abitudini alimentari in Italia è il professor Francesco Cappuccio che lavora in Inghilterra presso la Warwick University. Cappuccio ha spiegato che solo il 20% del sale assunto è di condimento, l'80% ci arriva a casa direttamente con gli alimenti che riportiamo dal supermercato. Ed è per questo che a pochi giorni dalla riunione delle Nazioni Unite a New York per stabilire le priorità della salute pubblica per i prossimi 10 anni, spiega Cappuccio, che «abbiamo deciso di fare un appello ai Governi affinchè adottino misure in favore della riduzione del consumo di sale delle popolazioni», ricordando che il «sale uccide», perchè è uno dei principali responsabili delle malattie cardiovascolari.

Blogger Markus

(Fonte: Ansa)

domenica 21 agosto 2011

Mamme d'estate: sane e belle col pancione


Evitare di prendere sole nelle ore centrali della giornata, tanta acqua, frutta e verdura in abbondanza. "Durante la gravidanza l'organismo della donna è sottoposto a un surplus lavorativo. E nei mesi più caldi diventa difficile sopportare il caldo e l'umido". Nei consigli del professor Gianbenedetto Melis, direttore di Clinica ostetrica e ginecologica all'Università di Cagliari, i suggerimenti per evitare stress e sforzi

Il sole
La futura mamma deve evitare nel modo più assoluto di esporsi al sole diretto e nelle ore più calde della giornata. Un colpo di sole, una crisi ipotensiva possono mettere a repentaglio la salute del feto e comportare nei casi più gravi l'interruzione della gravidanza. Dunque, sì ai raggi solari benefici ma sotto l'ombrellone al mare, con un cappello in montagna, sempre di prima mattina (7-10) e nel tardo pomeriggio (dopo le 18). Necessari i filtri solari a protezione totale sui quali non bisogna risparmiare, ripetere le applicazioni su viso e corpo più volte a distanza di un paio d'ore

Attività fisica
Le maratone sono proibite in ogni senso. Il mare è il luogo ideale, la piscina va bene purchè l'acqua sia supercontrollata quanto a igiene e non calda. Camminare con l'acqua al ginocchio o sulla riva è un esercizio che favorisce il consumo di calorie e il benessere del sistema venoso, specie degli arti inferiori, messo a dura prova dalla gravidanza e dal calore. Sconsigliati barca, gommone, pattino, ma anche cavallo e bici. Il nuoto tranquillo e per pochi minuti è benefico. In montagna evitare l'alta quota e le escursioni che portano un debito di ossigeno importante con conseguenze non sempre simpatiche come crampi e affanno. Consigliate le passeggiate al fresco, all'ombra e in piano. Positiva ovunque anche in casa la ginnastica a corpo libero. Il segreto è la gradualità in ogni tipo di attività.

Bere, bere, bere
Via libera all'acqua, più di due litri al giorno, rigorosamente imbottigliata e a temperatura ambiente (le congestioni da bevande e cibi ghiacciati sono più frequenti e più pericolose in gravidanza), al tè e alle tisane che aiutano i reni in sovraccarico e favoriscono la diuresi. Ogni tanto ci si può concedere un buon gelato, magari alla frutta.

Alimentazione
I mesi estivi sono il tripudio di meloni, pesche, susine, ciliegie, fragole, anguria e tanta, tanta varietà di verdura. Da mangiare in gran quantità con un'attenzione particolare all'igiene. La frutta deve essere ben lavata in acqua corrente e sbucciata tutta, stessa cosa per le verdure per le quali si suggerisce l'utilizzo di disinfettanti tipo amuchina che servono a scongiurare contaminazioni da spore di Toxoplasma. In qualche caso è meglio ricorrere alla cottura. Via preferenziale per il pesce, sì ai crostacei che contengono colesterolo buono per gli ormoni della placenta purché freschi e ben cotti, così per i frutti di mare ostriche incluse. Quanto alla carne meglio evitare i macinati ricettacolo di batteri, in alternativa cuocerli a lungo. Semaforo rosso per ghiaccio, ghiaccioli, granite, crostacei e frutti di mare crudi, salumi, cibi piccanti, dolci, alcolici (vino, birra, cocktails) e superalcolici.

In viaggio
L'aereo e il treno non sono sconsigliati se non nelle ultime settimane di gestazione e per tratte lunghe. Con il pancione bisogna muoversi di più, sgranchire le gambe, riposare distesi con le gambe sollevate, bere, andare in bagno spesso ed evitare il menù di bordo. Se si sceglie l'auto bisogna rifornirsi di acqua in bottiglia, frutta fresca e in ogni caso fare una sosta ogni due ore.

Abbigliamento
La parola d'ordine è comodità. Biancheria e vestiti preferibilmente in cotone e lino che assicurano la traspirazione. Mai le pianelle ai piedi, meglio sandali con un tacco di due-tre centimetri. Un cappello a tese larghe, occhiali da sole e un ventaglio non devono mai mancare.

Infezioni
Quelle micotiche (da funghi) della pelle e della vagina sono all'ordine del giorno d'estate, favorite dal caldo, dall'umidità, dalla promiscuità, dalla sabbia sporca. E' necessario ricorrere a parecchie strategie per evitarle anche perché in gravidanza non è facile assumere i farmaci utili a debellarle. Non sedersi mai sulla sabbia o su sdraio e lettini senza interporre un asciugamano pulito e personale. Cambiare ogni giorno teli, asciugamani, mutandine e costume che vanno lavati in acqua calda e sapone. Per l'igiene intima evitare shampoo e bagnischiuma aggressivi, preferire prodotti naturali a base di estratti di piante e detergenti contenenti lisati batterici che stimolando le difese immunitarie prevengono le infezioni.

Rimedi al naturale
Pulsatilla aiuta le caviglie gonfie; Hamamelis e Arnica contro la fragilità capillare e le ecchimosi spontanee. Dalla fitoterapia, la Vite rossa prezioso antiossidante e vasoprotettivo. Combatte le smagliature Viola tricolor. Sempre dietro consiglio del medico curante. Per un bagno tonificante aggiungere un infuso di maggiorana, timo, salvia, lavanda e finocchio.

Blogger Markus

tratto da repubblica.it a cura di MARIAPAOLA SALMI

mercoledì 17 agosto 2011

Meduse, zanzare e vespe
: i consigli dell'esperto

Le vacanze estive nascondo dei rischi: ecco come affrontare i pericoli, dalla semplice puntura al morso di una vipera


Mai come d’estate, dovunque vi ritroviate, siete a diretto contatto con la natura e con tutte le creature che la animano. Alcuni incontri possono essere del tutto avvincenti, altri decisamente meno.


Ad esempio quelli con i volatili o insetti striscianti che amano nutrirsi del nostro sangue, o con le sempre più invadenti meduse, oppure con altri animaletti che infastiditi dalla nostra presenza, alcune volte reagiscono, proprio quando il caldo è eccessivo, con troppa energia.

In questi casi, che fare? Quando è legittimo allarmarsi? Ne parliamo con Marcello Monti, primario dermatologo in Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

L'ESPERTO — “Cominciamo con lo sgomberare il campo da alcune paure eccessive ed immotivate, ma altrettanto diffuse – precisa Marcello Monti – che riguardano la pericolosità o addirittura letalità di alcuni animali presenti sul suolo o nei mari italiani. Zecche, vari insetti muniti di pungiglione, ragni, meduse e persino scorpioni nella nostra penisola possono al massimo recare pomfi, dolore, prurito, arrossamenti. Un discorso a parte lo meritano solo il morso di vipera che può procurare effetti anche letali, e lo shock anafilattico nel caso si soffra di specifiche allergie alle punture di alcuni insetti. In entrambe le circostanze è fondamentale raggiungere il prima possibile un pronto soccorso”.

ZANZARE — La zanzara è certamente il nemico n° 1 delle nostre giornate (la versione ‘tigre’) e notti estive. Quando punge (è solo la femmina a nutrirsi del nostro sangue) provoca vistosi rigonfiamenti e pruriti spesso insopportabili. “Innanzitutto, bisogna resistere e non grattarsi. Assolutamente inutile l’utilizzo del ghiaccio, mentre può arrecare sollievo premere per qualche secondo il punto dove si è stati pizzicati. Se il prurito è intenso e la pelle comincia a gonfiarsi è bene applicare il Gel Astringente Most al cloruro di alluminio con azione anche antimicrobica”.

VESPE E API — Vespe, api e calabroni: come ci si deve comportare? “Spesso questi insetti lasciano come ricordo all’interno della pelle il loro pungiglione, nel caso di api e calabroni seghettato e, quindi, abbastanza difficile da togliere. Preferibile alla pinzetta una lama smussata o l’utilizzo delle dita, avendo l’accortezza di premere, come se si trattasse di un foruncolo, intorno alla vescica e non direttamente sul pungiglione. Se l’operazione non ha successo non bisogna preoccuparsi, perché dopo pochi giorni sarà lo stesso organismo ad espellerlo. Indispensabile in questi casi tenere medicata la zona con il gel suggerito precedentemente”.

ZECCHE — Lasciando i volatili, troviamo un altro animaletto alquanto infido che si attacca ostinatamente alla pelle passando spesso inosservato, dal momento che il suo morso non crea né prurito né dolore: la zecca. “La zecca rimane attaccata alla cute attraverso la sua bocca, pertanto la sua asportazione risulta difficile. Per evitare che la sua testa rimanga infissa nella pelle si può tentare di rimuoverla con un paio di pinzette, cercando di serrare la presa il più possibile vicino alla cute e tirando lentamente, senza mai compiere movimenti circolatori. Se nonostante queste precauzioni la testa si stacca e rimane dentro la pelle, meglio eliminarla aiutandosi con un ago sterile, disinfettando poi la zona con il Gel. Se non ci si riesce, sarà ancora una volta l’organismo a pensarci”.

VIPERA — Un rendez vous che tutti noi vorremmo evitare è quello con la vipera, l'unico serpente velenoso presente in Italia. Il suo morso, per un adulto quasi mai mortale, diviene molto pericoloso se a subirlo è un bambino. Lo si può riconoscere dai due piccoli forellini lasciati sulla pelle (la biscia non velenosa ne lascia 4). I sintomi sono pallore, sudorazione abbondante, vomito, diarrea, difficoltà respiratoria. Come evitare il peggio? “Mantenendo la calma, tenendo il più immobile possibile la persona morsa e andando immediatamente al più vicino Pronto Soccorso. Ma forse è più importante sapere cosa non bisogna fare: incidere la ferita e succhiare il sangue sono operazioni inutili dal momento che il veleno entra in circolo per via linfatica e solo in minima parte attraverso il circolo sanguigno; dare alcolici; applicare ghiaccio”.

MEDUSE — Dalla terra al mare. L’incontro ravvicinato più insidioso è certamente quello con la medusa e le sue vescicole orticanti. “Non è certo piacevole, in quanto il dolore è spesso molto forte, ma non pericoloso per la propria salute. Quindi cercando di non agitarsi, è bene uscire dall’acqua per evitare altri contatti, sedersi sulla battigia e fare impacchi con acqua salata. Niente ammoniaca, aceto o addirittura urina, come alcune leggende metropolitane suggeriscono, bensì un’applicazione del Gel Astringente a base di cloruro di alluminio”.

Blogger Markus

articolo tratto da gazzetta.it a cura di Mabel Bocchi

lunedì 15 agosto 2011

CIBI A BASE DI SOIA: UN'ALTERNATIVA ALLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA (HRT)? (seconda parte)

Osteoporosi: le donne possono perdere fino al 15% della massa ossea negli anni intorno alla menopausa, effetto direttamente imputabile alla diminuzione di Estrogeni. La terapia ormonale sostitutiva riduce il rischio di frattura ossea. Va detto che un farmaco sperimentale usato per anni con successo nel trattamento dell'osteoporosi è strutturalmente molto simile agli Isoflavoni della soia.


Quindi non sorprende che gli Isoflavoni siano in corso di studio per il loro effetto sull'aumento della densità ossea. I risultati degli studi su animali sono largamente favorevoli. Sebbene non siano disponibili ancora molte ricerche cliniche sull'uomo, due Studi preliminari indicano che gli Isoflavoni della soia sarebbero dotati di effetti terapeutici sulle donne in post-menopausa . Un ulteriore effetto positivo è riconducibile al fatto che molti prodotti a base di soia, compresi il tofu ottenuto con Solfato di Calcio, il latte di soia fortificato con Calcio, il tempeh e le proteine di soia ristrutturate sono ricchi di Calcio.

Patologie cardiache: oltre 30 anni di Ricerca hanno dimostrato che le Proteine della soia riducono i livelli ematici di Colesterolo nelle persone ipercolesterolemiche, ma non è chiaro se questo effetto sia dovuto esclusivamente alle Proteine od all'effetto combinato delle Proteine e degli Isoflavoni [8]. La terapia ormonale sostitutiva è pure responsabile di una riduzione dei livelli ematici di Colesterolo e possiede altri effetti benefici nei confronti del rischio di cardiopatia. Egualmente, una recente Ricerca suggerisce che gli Isoflavoni possano ridurre il rischio di malattie cardiache con differenti modalità. Per esempio, in uno Studio Australiano l'assunzione di Isoflavoni migliorerebbe l'elasicità delle pareti arteriose in donne in post-menopausa, un effetto verificato anche con la terapia Estrogenica [9]. Questa aumentata elasticità della parete arteriosa ridurrebbe i rischi di patologie cardiache.

Conclusione: Estrogeni o cibi a base di soia?

Da un punto di vista di salute pubblica, la terapia ormonale sostitutiva è stata un fallimento, perché molte donne non la seguono abbastanza a lungo per ottenerne i più importanti benefici clinici. I precoci effetti collaterali e le preoccupazioni per il tumore della mammella rendono contestabile l'ipotesi di una terapia a lungo termine a base di Estrogeni. I cibi a base di soia costituiscono un'alternativa valida? Non abbiamo ancora la risposta a questa domanda, ma evidenze cliniche suggeriscono che essi potrebbero apportate almeno alcuni degli effetti terapeutici positivi degli Estrogeni. Ulteriori Studi sono necessari per avere a disposizione dati certi. Comunque, i cibi a base di soia sono certamente un'importante supplemento dietetico per le donne che decidono di non seguire la terapia ormonale sostitutiva.

Quanta soia è necessario assumere? Non è facile stabilire una dose raccomandata specifica. E' noto che sono necessarie quantità di Proteine della soia almeno di 25 gr/dì per ottenere una riduzione dei livelli di Colesterolo, che significa almeno 2-3 porzioni di cibi tradizionali a base di soia al giorno. Per conferire protezione nei confronti di cancro, osteoporosi e vampate di calore, negli Studi sono state utilizzate dosi di 45-90 mg di Isoflavoni della soia, che ugualmente significano circa 2-3 porzioni di cibi a base di soia al giorno. Per confronto, i Giapponesi in genere consumano circa 30 mg di Isoflavoni al giorno. Buone fonti di isoflavoni includono la soia, le proteine di soia ristrutturate (TVP), la farina di soia, le proteine di soia isolate, il tempeh e il miso. Il contenuto di Isoflavoni del latte di soia può variare parecchio, ma molte marche costituiscono buone fonti. La salsa di soia e l'olio di soia sono invece privi di Isoflavoni.

articolo di Mark Messina, Ph.D.

Blogger Markus e belliesani.it

giovedì 11 agosto 2011

CIBI A BASE DI SOIA: UN'ALTERNATIVA ALLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA (HRT)?


Molte donne concordano: decidere se assumere la terapia ormonale sostitutiva (Hormone Replacement Therapy-HRT) non è facile, nonostante la Ricerca ne abbia dimostrato chiaramente i vantaggi. Le donne che assumono Estrogeni dopo la menopausa hanno un minor rischio di patologie cardiache e di fratture ossee. Gli Estrogeni possono anche aiutare a diminuire il fastidio delle "vampate di calore" di cui alcune donne soffrono durante la menopausa. Ma poiché la terapia Estrogenica presenta effetti collaterali acuti e può anche aumentare il rischio di cancro della mammella, molte donne si chiedono se i rischi non siano superiori ai vantaggi. Quindi non sorprende che si sia sviluppato un interesse, sia tra i consumatori che tra i Ricercatori, nei confronti di possibili terapie alternative che presentino vantaggi simili a quelli degli Estrogeni. Questo interesse ha spinto molti Ricercatori a focalizzarsi verso un alimento che da molto tempo è un cardine della dieta dei vegetariani: la soia.

Soia e Fitoestrogeni

La soia è ricca di Estrogeni vegetali (Fitoestrogeni) ed è una delle poche fonti alimentari di un particolare tipo di Fitoestrogeni, denominati Isoflavoni. Si tratta di composti con una struttura simile all'Estradiolo, il principale Estrogeno prodotto dalle ovaie. Tuttavia, gli Isoflavoni hanno un debole potere estrogenico, compreso tra un millesimo ed un decimillesino di quello dell'Estradiolo. Nonostante questo, sono in grado di produrre effetti fisiologici (estrogeno-simili) perché i loro livelli ematici sono estremamente elevati nelle donne (e negli uomini) che assumono alimenti a base di soia. Bere due tazze di latte di soia o mangiare una tazza di tofu è responsabile di livelli ematici di Isoflavoni che possono essere 500 o 1000 volte più elevati dei normali livelli di Estrogeni nelle donne.
Gli Isoflavoni derivanti dalla soia possiedono anche alcune proprietà indipendenti dalla loro attività estrogenica. Per esempio, sono in grado di inibire l'attività di enzimi che controllano la crescita ed il tipo di sviluppo cellulare. Addirittura, un particolare tipo di Isoflavone della soia si ritiene sia in grado di inibire la proliferazione dei vasi sanguigni che sostengono l'accrescimento tumorale. Infine, queste sostanze sono degli antiossidanti. Per queste ed altre ragioni, gli Isoflavoni possono contribuire a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore.

Inizialmente l'interesse si è concentrato sul basso potere estrogenico degli Isoflavoni, particolarmente in relazione al cancro della mammella. Alcuni ricercatori hanno suggerito che deboli Estrogeni quali gli Isoflavoni in realtà funzionino come antiestrogeni; ciò significa che queste sostanze sarebbero in grado di inibire gli effetti degli Estrogeni. Dal momento che gli Estrogeni aumentano il rischio di cancro della mammella, è stato ipotizzato che gli Isoflavoni possano ridurre questo rischio e che il consumo di alimenti a base di soia possa essere responsabile della ridotta mortalità secondaria a tumore della mammella verificata nei paesi Asiatici, dove l'assunzione di cibi a base di soia è elevata. Sebbene non ci sia su questo un consenso unanime, sono in corso Ricerche molto incoraggianti che suggeriscono che gli Isoflavoni della soia ridurrebbero anche il rischio di tumore della prostata.

Soia come nuova terapia ormonale sostitutiva?

Quando le donne entrano in menopausa, le ovaie cessano di produrre Estrogeni. Questo evento è responsabile di manifestazioni cliniche differenti, alcune immediate, altre a lungo termine. Le modificazioni dei livelli di Estrogeni producono della alterazioni nella termoregolazione, che si manifestano con "vampate di calore" e "sudorazioni notturne", che affliggono molte donne. Inoltre, la riduzione dei livelli ematici di Estrogeni possono causare una significativa diminuzione della densità ossea. Gli Estrogeni sono anche protettivi nei confronti della malattie cardiache e si ritiene che siano i principali fattori responsabili della bassa incidenza di infarto nelle donne in età fertile. Le Ricerche si stanno focalizzando sul possibile ruolo degli Isoflavoni della soia in tutti questi problemi.

Vampate di calore e sudorazioni notturne: le donne Giapponesi riportano un'incidenza di circa due terzi inferiore di vampate di calore rispetto alle donne Nordamericane. Una delle ragioni potrebbe essere riconducibile alla loro maggior assunzione di cibi a base di soia. Finora però i risultati degli Studi sono ancora controversi. In uno Studio viene riportato che donne che consumavano soia avrebbero sperimentato una riduzione del 45% dell'incidenza di vampate di calore, mentre il gruppo di controllo avrebbe riportato una riduzione del 30%. Ciò significa che anche le donne che credevano di assumere soia (anziché placebo) riferivano una diminuzione delle vampate di calore. Questo suggerisce che la soia sia efficace, ma anche che l'effetto placebo sia rilevante.
Un altro Studio riporta che il consumo soia non avrebbe effetti positivi sulla frequenza di vampate di calore, ma solo sulla loro intensità. Nel loro insieme, i risultati suggeriscono che gli effetti della soia sulle vampate di calore sarebbero modesti. Poiché esiste probabilmente una variabilità interindividuale, può essere utile che la donna in menopausa provi su di sé l'effetto dei prodotti a base di soia.

continua ...

Blogger Markus