Sfogliando la gazzetta al bar mi sono imbattuto in questo articolo, in cui ho trovato molti dei concetti tanto cari a me, che ho fatto miei in questi ultimi 6 anni: l'importanza di bere ogni giorno almeno 1 litro di acqua ogni 30 kg del mio peso, di assumere la giusta quantità di nutrienti (vitamine e minerali) attraverso frutta e verdura ma soprattutto integratori visto la loro carenza di nutrienti, l'importanza di iniziare la giornata con una colazione proteica, l'importanza di riposare il giusto e bere una bevanda isotonica prima durante e dopo l'attività sportiva.
La disidratazione? Si batte con una dieta regolare, bevendo prima durante e dopo la partita!
Disidratazione. Che cosa significa? Semplicemente, che abbiamo consumato una quantità di liquidi che non siamo riusciti a reimmettere nel nostro corpo. Un processo matematico, quindi, ma per combattere al meglio la disidratazione è utile programmare la "battaglia" prima dello sforzo stesso, che sia l'allenamento o la partita, sul quale può influire anche pesantemente il caldo (ma attenzione i problemi di idratazione possono insorgere anche al freddo e sotto la pioggia se non si beve con la giusta regolarità). Giocare a calcio, ma anche correre e fare sport in generale, disidratandosi è rischioso per la salute prima ancora che per la prestazione
Stile di vita
Il corpo di un uomo adulto ha una quantità di acqua che supera abbondantemente il 60%, sale ancora negli atleti e raggiunge l'80% nei bambini. Per questo il consiglio di base, dedicato a chiunque, è di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno integrandola con il consumo di frutta e verdura, che oltre ad altri liquidi apportano zuccheri e sali minerali fondamentali. Negli atleti le quantità vanno aumentate (in base alla disciplina e alle condizioni atmosferiche) e la regolarità è fondamentale.
Manchester City
Il muro proprio davanti allo spogliatoio del Manchester City è coperto da un enorme tabellone che pone una serie di interrogativi per rispondere al primo, ti senti stanco? Ma … hai bevuto almeno mezzo litro d'acqua appena sveglio? Bevi 4-5 litri di fluidi ogni giorno? E dopo aver ricordato l'importanza di una colazione proteica e di 4-7 piccoli pasti insiste: bevi ogni 15 minuti durante l'allenamento? Hai bevuto una bevanda isogonica entro mezz'ora dalla fine dell'allenamento? Ricorda che riposo, massaggi e piscina fanno il resto, ma l'idratazione resta centrale.
Dieta
Lo stile di vita quindi è più importante della bottiglietta di integratore piazzata a bordo campo, che diventa fondamentale invece quando la disidratazione colpisce l'atleta (oltre alla sudorazione intensa si riconosce per la grande sensazione di fatica e l'appannamento dei riflessi), a quel punto meglio avere a tiro una bevanda leggermente isotonica perché in condizioni di calore elevato e di grande sudorazione la sola acqua potrebbe creare problemi maggiori diluendo i pochi sali rimasti nel nostro corpo (si chiama iponatrenia è persino più pericolosa della disidratazione). Ma il calciatore che cura la sua dieta, che beve regolarmente prima di scendere in campo e durante gli allenamenti, che si deidrata appena dopo, non avrà mai bisogno di reintegrare una dose eccessiva di liquidi e quindi si sentirà bene oltre ad avere migliori risposte muscolari e tecniche.
Chi vieta di bere commette un errore
Da alcune settimane i calciatori professionisti si allenano due volte al giorno, più recentemente hanno iniziato a lavorare anche quelli delle serie inferiori. Gli uni e gli altri hanno sudato tanto, lavorando con elevati valori di temperatura e di irraggiamento solare, talvolta accompagnati anche da un alto grado di umidità. All'organismo è utile solo una parte del sudore, talvolta meno del 30% del totale: quella che passa allo stato di vapore e che, in tal modo, sottrae calore al corpo, in una quantità pari a circa 0,6 calorie per ogni grammo sudore evaporato. Il sudore che impregna gli indumenti e che cade a gocce sul campo, invece, non è utile; anzi, sottrae acqua e sali minerali senza favore la regolazione termica. Già la perdita del 3% in acqua (pari a poco più di 2 litri in un calciatore di 70kg) riduce la capacità prestativa. La perdita di minerali (in particolare di sodio, cloro, potassio e magnesio), a sua volta, espone a vari problemi, a partire dal crampo. Se nelle squadre professionistiche ormai da anni ci si preoccupa di fornire sistematicamente ai giocatori acqua con minerali e carboidrati (sempre ben diluiti), spesso questo non avviene in quelle dilettantistiche. Qualche volta succede addirittura che i tecnici vietino ai calciatori di bere anche la semplice acqua. E' un errore grave poiché può determinare non soltanto cali di efficienza, ma anche problemi fisici seri, come la disidratazione (carenza di acqua nel corpo) o l'ipertermia (aumento della temperatura corporea fino a valori pericolosi).
Blogger Markus
articoli tratti da gazzetta.it, di Manlio Gasparotto e Enrico Arcelli
PS: per tutti voi a settembre è in arrivo la nuova linea per gli sportivi, per nutrirsi in maniera ottimale durante le 24 ore del giorno.
il blog dedicato a tutti coloro che ci tengono al loro corpo, alle loro cellule, a coloro che vogliono prevenire! e per chi vuol lavorare con noi: renatamarco.hlifejob.it
lunedì 8 agosto 2011
giovedì 4 agosto 2011
Vai con l'acquarunning: aiuta cuore e muscoli!
Il fitness in acqua costringe il corpo ad affrontare una maggiore resistenza: perfetto per il sistema circolatorio, brucia calorie e aiuta a combattere la cellulite
L'acqua è refrigerio, è la più naturale via di fuga dalle surriscaldate e umide città. Non solo. L'acqua, fin dall’antichità, è anche salute e benessere. “La quasi assenza di gravità, ovviamente in funzione della profondità in cui si lavora, la rende un ambiente accessibile a tutti – scrivono Oriana Ghinato e Claudio Cice, entrambi personal trainer ISSA, nell’introduzione del loro libro "Acquafitness" – anche alle persone in sovrappeso o obese o a quelle che hanno subito gravi traumi. Inoltre, la sua maggiore densità rispetto all’aria determina una resistenza superiore da 6 a 12 volte, ciò significa che serve una forza superiore per eseguire ogni movimento”. E sono proprio queste due caratteristiche a rendere così efficaci tutte le attività, oltre 80, che oggi si possono praticare immersi in questo prezioso elemento.
QUALI ATTIVITA' — Tra queste, forse la più semplice e spontanea è la corsa. L’acquarunning offre benefici immediati potenzia l’apparato cardiocircolatorio, tonifica, contribuisce a bruciare calorie, migliora la circolazione sanguigna e linfatica, risultando molto efficace per chi soffre di ritenzione idrica e cellulite. Questa specialità, nata come attività da piscina, può essere tranquillamente attuata al mare, seguendo alcune semplici indicazioni. Importante è la profondità dell’acqua. Correre in acqua bassa, alle caviglie o ai polpacci, permette di procedere con una certa speditezza, migliorando forza e velocità; correre in acqua media, alla vita o al petto, permette di eseguire un training aerobico, utile soprattutto a sviluppare resistenza.
I CONSIGLI DEL PERSONAL TRAINER — “Allenandosi all’aperto occorre adottare alcune precauzioni – precisa Oriana Ghinato – che pur essendo ovvie, spesso vengono trascurate con conseguenze non del tutto piacevoli. Innanzitutto, evitare le ore più calde, indossare sempre un cappellino, usare creme solari protettive, idratarsi abbondantemente prima, durante e dopo. Se una persona soffre di particolari patologie deve tenerne conto. Ciò non significa che deve rinunciare alla sua corsa quotidiana, ma farla usando il buon senso, specie se l’attività fisica durante l’anno non fa parte delle sue priorità. La gradualità è fondamentale, soprattutto quando si lavora in acqua. Occorre, infatti, abituare il corpo a muoversi in un elemento per i più inconsueto, dosando tempi e intensità degli esercizi. Entrando più nello specifico – prosegue Ghinato – è fondamentale avere un buon controllo della respirazione, impostando un ritmo respiratorio che non porti mai all’affanno. Un occhio di riguardo si deve avere anche per la postura che deve essere tale da non sovraccaricare le articolazioni. Se si hanno problemi di sovrappeso, per esempio, è preferibile correre in acqua media, in modo tale da ridurre il carico gravitazionale”.
Mabel Bocchi, gazzetta.it
lunedì 1 agosto 2011
Perdere sonno è dannoso per la nostra memoria
Perdere troppe ore di sonno provoca danni alla memoria ed alla capacità di apprendimento.
La recente scoperta riguarda come la privazione da sonno colpisce l'apprendimento e la memoria spaziale nel tempo.
La perdita di sonno colpisce sopratutto una zona del cervello chiamata ippocampo, che è particolarmente importante per la memorizzazione di luoghi e posizioni.
"Adattare costantemente i ricordi alle mutevoli condizioni è essenziale per gestire le variazioni regolari di un ambiente, come ad esempio il tragitto da un nuovo posto di lavoro a casa". E' stato scoperto che il cervello può temporaneamente compensare gli effetti da perdita del sonno modificando i meccanismi di apprendimento alternativi in altre aree.
Il gruppo di ricerca dell'Università di Gronigen ha addestrato gruppi di topi in attività spaziali utilizzando stimoli ambientali. Dopo l'allenamento quotidiano i topi sono stati privati del sonno per cinque ore, una fase ritenuta critica per il consolidamento della memoria.
Inizialmente i ricercatori non hanno osservato alcun effetto evidente causato dalla perdita di sonno. Ma dopo qualche tempo, soprattutto durante il cambiamento dell'allenamento, la performance dei topi è diminuita in modo significativo.
I risultati hanno confermato che la privazione del sonno colpisce l'ippocampo e l'apprendimento spaziale, ma ancora non è chiaro perchè alcune aree del cervello siano più sensibili alla perdita del sonno rispetto ad altre. Lo studio ha dimostrato però che non c'è bisogno di perdere troppo sonno per diminuire la memoria. Se avviene nella fase del consolidamento, una perdita di sonno, seppur breve, potrebbe essere sufficiente a causare dei deficit abbastanza seri.
Per conciliare il sonno e favorire un riposo notturno ottimale ci può aiutare il Niteworks. La sua combinazione di ingredienti brevettata dal Premio Nobel Dr. Louis Ignarro, stimola la produzione di ossido nitrico, la molecola più significativa del nostro corpo, assolutamente cruciale per il nostro benessere. Rendendo elastiche le pareti delle nostre vene, l’ossido nitrico influenza le funzioni di praticamente ogni organo del nostro corpo compreso il cervello. L’ossido nitrico infatti è fondamentale per le funzioni di memoria , dato che il cervello lo usa per immagazzinare e recuperare la memoria a lungo termine, così come per la trasmissione di informazioni. In altre parole può avere anche un ruolo fondamentale nella prevenzione di malattie come il morbo di Alzhaimer.
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Problemi di insonnia? Durante la notte tendete a non dormire in maniera continuativa e a svegliarvi spesso? Be’, questo potrebbe avere effetti sulla vostra capacità di immagazzinare ricordi.
Che il sonno sia un fenomeno importante da monitorare è cosa nota. Ma è anche un fenomeno estremamente complesso da analizzare, perché è molto difficile considerare un solo parametro visto che ci sono molte variabili in ballo. Per cercare di individuare una correlazione fra l’interruzione del sonno e la perdita di memoria (o più semplicemente problemi a ricordare eventi a breve termine), un gruppo di ricercatori dello Howard Hughes Medical Institute ha utilizzato una tecnica optogenetica (un scienza emergente, che combina tecniche ottiche e genetiche di rilevazione, allo scopo di sondare circuiti neuronali all’interno di cervelli intatti di mammiferi e di altri animali). Sono stati utilizzati come cavie dei topi da laboratorio; con marcatori optogenetici sono stati “segnati” dei neuroni che hanno un ruolo chiave nei processi di eccitazione. Poi, questi neuroni sono stati attivati periodicamente, in modo da interrompere il sonno delle cavie. Dopodiché si è valutata l’attitudine delle cavie a “imparare” e ricordare quel che si era imparato.
Ebbene, i dati pubblicati da Proceedings of the National Academy of Sciences dimostrano chiaramente che il sonno interrotto peggiora le capacità di memorizzazione fino al 72%. In sostanza, un’unità minima di sonno ininterrotto è fondamentale per i ricordi.
Ciò significa che, se vi capita spesso di dimenticarvi cose che fanno parte della vostra quotidianità, c’è la possibilità (ovviamente non esclusiva) che ciò dipenda dal fatto che dormiate male.
Buon sonno e a presto da Blogger Markus
venerdì 29 luglio 2011
Antiossidanti: alleati del benessere
Più giovani, meglio protetti dalle aggressioni di virus e batteri, in buona salute: queste sono le promesse degli antiossidanti, sostanze in parte già presenti nel nostro organismo o da introdurre attraverso una corretta alimentazione. Vediamo che cosa sono questi preziosi elementi, qual è la loro funzione e dove li possiamo trovare. La dottoressa Manuela Pastore, dietista di Humanitas, risponde alle domande di Elena Viola
Che cosa sono gli antiossidanti e qual è la loro funzione?
“Gli antiossidanti sono sostanze che contrastano, nel nostro organismo, le reazioni chimiche provocate da svariate molecole, fra cui l’ossigeno, responsabili della formazione dei radicali liberi.
I radicali liberi sono sostanze chimiche altamente instabili molto dannose per l’organismo in quanto possono accelerare i processi di invecchiamento cellulare, attivare processi infiammatori, avere effetti cancerogeni, favorire l'arteriosclerosi e il decadimento del sistema immunitario.
Gli antiossidanti sono in grado di fermare le reazioni a catena innescate dal processo di ossidazione, contrastando efficacemente la formazione e l'azione dei radicali liberi. Per questo motivo gli antiossidanti sono anche chiamati antiradicali liberi”.
Quali sono le sostanze antiossidanti e dove si trovano?
“Sono antiossidanti – risponde la dottoressa Pastore – alcune vitamine, in particolare i carotenoidi (beta carotene), precursori della vitamina A, la vitamina C, la vitamina E, le vitamine del gruppo B, alcuni minerali, fra cui il manganese, il molibdeno, il rame, il selenio, lo zinco, alcune sostanze definite vitamino-simili come il coenzima Q10, i pigmenti vegetali come i flavonoidi e la clorofilla. Tutti questi composti devono essere introdotti con gli alimenti della dieta, poiché sono sostanze essenziali che l’organismo non è in grado di prodursi da solo.
Altri antiossidanti sono invece già presenti nell’organismo, ad esempio gli estrogeni, la bilirubina, alcuni enzimi e alcune molecole come la transferrina, la ferritina e l’albumina”.
Qual è il ruolo dell’alimentazione nell’assunzione degli antiossidanti?
“L’alimentazione – sottolinea la dottoressa Pastore – è fondamentale per assicurare all’organismo sostanze antiossidanti. L’importante è variare le scelte e non escludere a priori, se non per motivi di salute, determinate categorie di alimenti, perché ognuna contiene sostanze protettive.
E’ vero che il vino contiene antiossidanti?
“Sì – risponde la dottoressa Pastore – è vero che il vino può avere effetti protettivi nei confronti dei radicali liberi in quanto contiene antiossidanti, fra cui il resveratrolo, contenuti nelle bucce dell’uva e altri che si formano durante la fermentazione. Va ricordato però che tale effetto è molto più elevato nel vino rosso rispetto a quello bianco e che l’utilità protettiva si manifesta già con un bicchiere di vino rosso. Pertanto non è assolutamente utile inserirlo nella dieta quotidiana se non c’è già l’abitudine a berlo. Se invece rientra nelle abitudini ricordiamo che è sufficiente un bicchiere a pasto!!”.
In quali casi è utile introdurre nella dieta alimenti ricchi di antiossidanti?
“Molte condizioni – spiega la dottoressa Pastore – possono promuovere un’accelerazione nella formazione di radicali liberi tali, a volte, da superare le difese antiossidanti dell’organismo stesso. Tra le cause ambientali è importante ricordare l’esposizione prolungata ai raggi solari e il persistente inquinamento atmosferico. Tra le cause comportamentali il fumo, l’eccesso di alcol (tale da superare le capacità di smaltimento del fegato), ma anche diete squilibrate con eccessi calorici che possono predisporre all’obesità e a un eccesso di grassi nel sangue oppure che comportano carenze di vitamine e minerali e così via”.
Blogger Markus e renatamarco.hlifeshop.it vi augurano una buona giornata.
martedì 26 luglio 2011
Bicicletta, salutare e di stagione: benifici tanti, pericoli minimi
Economica, divertente, sana ed ecologica, rappresenta il miglior modo per godersi la bella stagione. Un’attività fisica che gli italiani, seppure con qualche anno di ritardo rispetto ad altri Paesi, cominciano ad apprezzare
La bicicletta, economica, divertente, sana ed ecologica, rappresenta il miglior modo per godersi la bella stagione. Un’attività fisica che gli italiani, seppure con qualche anno di ritardo rispetto ad altri Paesi, cominciano ad apprezzare seriamente. Tant’è che mentre il calcio, da sempre in testa alla classifica degli sport più praticati, deve cedere lo scettro alle varie attività da palestra che raccolgono oltre il 30% di appassionati, il ciclismo anno dopo anno acquista fans, posizionandosi saldamente in quarta posizione alle spalle degli sport acquatici. Le varie traversie, cui periodicamente il mondo delle due ruote d’alto livello va incontro, non hanno toccato minimamente il desiderio di mantenersi in forma dei quasi due milioni di connazionali che, grazie ad una attività fisica realmente democratica, in quanto non fa distinzioni né di sesso, né di età, né di portafoglio, offre moltissimi benefici e praticamente quasi zero svantaggi.
BENEFICI — Pedalare é un esercizio di tipo aerobico che, protraendosi nel tempo con un carico di lavoro moderato e costante, allena il sistema cardiovascolare, tonifica la muscolatura e migliora la capacità respiratoria. Entrando nel dettaglio, saranno soprattutto i muscoli della parte inferiore del corpo a lavorare maggiormente, ma con minore impatto sulle articolazioni rispetto al camminare e correre, infatti, è parte integrante della rieducazione funzionale post intervento alle ginocchia, alle anche e alle caviglie. Il cuore, con un’attività regolare e costante, aumenta la propria massa e quindi migliora la sua funzione di pompa, ottimizzando il consumo di ossigeno attraverso un numero di battiti inferiore a quello normale. In pratica, a parità di intensità dell’esercizio, lavora sempre di meno. Inoltre, pedalando si combattono i più pericolosi fattori di rischio cardiovascolare: si perde peso, si migliora il metabolismo degli zuccheri e dei grassi, si riducono i valori della pressione arteriosa e il colesterolo ‘cattivo’ (LDL) in favore di quello buono (HDL). Viene agevolata la circolazione periferica, prevenendo gonfiori e trombosi venose.
RISCHI E CONTROINDICAZIONI — Si possono contare sulle dita di una mano, e tutti sono in qualche modo collegati a disturbi o patologie preesistenti. Per esempio, se soffrite di varici evitate i percorsi in salita, che comportano una forte spinta sui pedali. Se avete problemi alla prostata, utilizzate selle imbottite e sagomate con un’apertura al centro. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la posizione curva che si assume pedalando non ha controindicazioni per la salute della schiena, piuttosto per quella del ginocchio. Ma è sufficiente regolare correttamente l'altezza della sella per evitare che il ginocchio compia uno sforzo eccessivo e rischi un'infiammazione da sovraccarico. Dedicatevi, invece, ad altro solo se soffrite di ernia del disco o di lombo-sciatalgia, specie se in fase acuta. I rischi maggiori per il ciclista amatoriale sono i traumi causati da incidenti stradali, e la parte del corpo più esposta è la testa. Studi e ricerche hanno ampiamente dimostrato che basta un casco per ridurre di molto le probabilità di rimanere feriti in modo grave.
IN BICI SI STA COSI' — Prima di cominciare a pedalare dovete innanzitutto adattare le parti della bici regolabili (sella e manubrio su tutte) alla vostra altezza e corporatura, in modo da garantirvi la postura fisiologicamente più corretta e confortevole possibile. Le misure della vostra bicicletta dovranno essere quindi il frutto del compromesso tra ricerca dell'efficienza e quella della comodità. L’altezza della sella deve essere proporzionata alle vostre misure.
LA SELLA — Possiede due regolazioni, una di inclinazione in avanti ed una longitudinale. In genere, la posizione più comoda è quella orizzontale rispetto al suolo: se la punta è troppo alta potreste, infatti, sentire fastidio nella regione perineale, se troppo bassa tenderete a scivolare in avanti, rischiando di provocare dolori a spalle e braccia. Longitudinalmente avrete assunto la posizione corretta se, una volta saliti in bici e agganciati i pedali, la protuberanza sotto alla rotula del ginocchio più avanzato si trova allineata sulla verticale dell'asse del pedale o comunque nelle sue vicinanze. Per quanto riguarda l’altezza dal suolo, l'errore più frequente è quello di tenere la sella troppo bassa, rischiando di innescare possibili patologie a carico delle ginocchia. Se, invece, pedalando, non potete fare a meno di muovere le anche, significa che, al contrario, è troppo alta. L’ideale è sistemarla ad una altezza tale in cui i fianchi restano fermi ed il ginocchio è leggermente piegato quando il pedale si trova nella posizione più bassa. Fate attenzione a non alzare mai il canotto reggisella lasciando visibile la tacca che segnala il limite massimo.
IL MANUBRIO — Per quanto riguarda il manubrio, ci sono due elementi da tenere in considerazione: altezza e distanza dalla sella. La posizione innalzata è più comoda e permette una migliore visuale, ma perderete qualcosa in salita e fuori sella, mentre più schiacciata è più aerodinamica e potente. L'attacco standard di 10 cm potrebbe essere un buon punto di partenza: una volta seduti in sella con i pedali agganciati e con il manubrio impugnato nella sua parte diritta, i vostri gomiti dovranno essere ancora piegati e il manubrio dovrebbe apparirvi poco davanti al mozzo anteriore.
PEDALARE IN MODO CORRETTO — Regolata l’impostazione della bicicletta, assumete una posizione non rigida con le braccia leggermente flesse. Per mantenere in ogni situazione un buon controllo della bici dovete frenare con al massimo una o due dita (indice o indice e medio). La pedalata dovrà essere rotonda e continua. Evitate, se siete alle prime esperienze, di pedalare ad un ritmo troppo basso, utilizzando marce eccessivamente alte, quelle che in pratica consentono di fare molti metri con una sola pedalata.
QUALE BICI SCEGLIERE — C’è solo l’imbarazzo della scelta. Sul mercato esistono, infatti, una miriade di modelli, ognuno con caratteristiche e costi differenti. Per scegliere quello giusto, prima dell’acquisto, dobbiamo avere chiaro in mente che cosa vogliamo fare. A seconda della risposta potrete orientarvi tra City bike, la due ruote ideale per chi si muove velocemente tra le vie cittadine; bici da corsa, fatta per raggiungere alte velocità su strade asfaltate; mountain bike, adatta a chi ama pedalare in mezzo alla natura, su strade sterrate, scoscese e ripidi pendii.
PRINCIPIANTI ALLENATEVI COSI' — Le esercitazioni sulla bici non dovrebbero durare meno di 40-50 minuti, ma è consigliabile cercare di restare in bici per almeno 90 o 120 minuti. Si deve iniziare con un'intensità tale che la frequenza cardiaca rimanga intorno al 60% della massima teorica per l'età (220 - età = X). Dopo alcune settimane l'intensità del lavoro potrà essere incrementata fino a raggiungere progressivamente il 70-80%. Ovviamente, la seduta di allenamento dovrà prevedere una parte iniziale dedicata al riscaldamento e una parte finale al defaticamento. Preferibile utilizzare una bicicletta dotata di cambio, così da poter affrontare le salite senza difficoltà. E’ bene uscire in bicicletta almeno 3 o 4 volte alla settimana. La continuità e costanza sono molto più importanti dell’intensità e durata. Attenzione a non esagerare: è inutile fare troppi chilometri, in un paio d’ore di pedalata intensa si possono percorrere tranquillamente una quarantina di chilometri, non di più. La bicicletta deve essere sempre piacere e divertimento!
A presto da Blogger Markus, pedalate, pedalate ... e per non disidratarvi H3O Pro, bevanda isotonica, la stessa che usa Leo Messi e tutto il Barcellona Calcio. (mès que un club)
articolo di Mabel Bocchi, gazzetta.it
La bicicletta, economica, divertente, sana ed ecologica, rappresenta il miglior modo per godersi la bella stagione. Un’attività fisica che gli italiani, seppure con qualche anno di ritardo rispetto ad altri Paesi, cominciano ad apprezzare seriamente. Tant’è che mentre il calcio, da sempre in testa alla classifica degli sport più praticati, deve cedere lo scettro alle varie attività da palestra che raccolgono oltre il 30% di appassionati, il ciclismo anno dopo anno acquista fans, posizionandosi saldamente in quarta posizione alle spalle degli sport acquatici. Le varie traversie, cui periodicamente il mondo delle due ruote d’alto livello va incontro, non hanno toccato minimamente il desiderio di mantenersi in forma dei quasi due milioni di connazionali che, grazie ad una attività fisica realmente democratica, in quanto non fa distinzioni né di sesso, né di età, né di portafoglio, offre moltissimi benefici e praticamente quasi zero svantaggi.
BENEFICI — Pedalare é un esercizio di tipo aerobico che, protraendosi nel tempo con un carico di lavoro moderato e costante, allena il sistema cardiovascolare, tonifica la muscolatura e migliora la capacità respiratoria. Entrando nel dettaglio, saranno soprattutto i muscoli della parte inferiore del corpo a lavorare maggiormente, ma con minore impatto sulle articolazioni rispetto al camminare e correre, infatti, è parte integrante della rieducazione funzionale post intervento alle ginocchia, alle anche e alle caviglie. Il cuore, con un’attività regolare e costante, aumenta la propria massa e quindi migliora la sua funzione di pompa, ottimizzando il consumo di ossigeno attraverso un numero di battiti inferiore a quello normale. In pratica, a parità di intensità dell’esercizio, lavora sempre di meno. Inoltre, pedalando si combattono i più pericolosi fattori di rischio cardiovascolare: si perde peso, si migliora il metabolismo degli zuccheri e dei grassi, si riducono i valori della pressione arteriosa e il colesterolo ‘cattivo’ (LDL) in favore di quello buono (HDL). Viene agevolata la circolazione periferica, prevenendo gonfiori e trombosi venose.
RISCHI E CONTROINDICAZIONI — Si possono contare sulle dita di una mano, e tutti sono in qualche modo collegati a disturbi o patologie preesistenti. Per esempio, se soffrite di varici evitate i percorsi in salita, che comportano una forte spinta sui pedali. Se avete problemi alla prostata, utilizzate selle imbottite e sagomate con un’apertura al centro. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la posizione curva che si assume pedalando non ha controindicazioni per la salute della schiena, piuttosto per quella del ginocchio. Ma è sufficiente regolare correttamente l'altezza della sella per evitare che il ginocchio compia uno sforzo eccessivo e rischi un'infiammazione da sovraccarico. Dedicatevi, invece, ad altro solo se soffrite di ernia del disco o di lombo-sciatalgia, specie se in fase acuta. I rischi maggiori per il ciclista amatoriale sono i traumi causati da incidenti stradali, e la parte del corpo più esposta è la testa. Studi e ricerche hanno ampiamente dimostrato che basta un casco per ridurre di molto le probabilità di rimanere feriti in modo grave.
IN BICI SI STA COSI' — Prima di cominciare a pedalare dovete innanzitutto adattare le parti della bici regolabili (sella e manubrio su tutte) alla vostra altezza e corporatura, in modo da garantirvi la postura fisiologicamente più corretta e confortevole possibile. Le misure della vostra bicicletta dovranno essere quindi il frutto del compromesso tra ricerca dell'efficienza e quella della comodità. L’altezza della sella deve essere proporzionata alle vostre misure.
LA SELLA — Possiede due regolazioni, una di inclinazione in avanti ed una longitudinale. In genere, la posizione più comoda è quella orizzontale rispetto al suolo: se la punta è troppo alta potreste, infatti, sentire fastidio nella regione perineale, se troppo bassa tenderete a scivolare in avanti, rischiando di provocare dolori a spalle e braccia. Longitudinalmente avrete assunto la posizione corretta se, una volta saliti in bici e agganciati i pedali, la protuberanza sotto alla rotula del ginocchio più avanzato si trova allineata sulla verticale dell'asse del pedale o comunque nelle sue vicinanze. Per quanto riguarda l’altezza dal suolo, l'errore più frequente è quello di tenere la sella troppo bassa, rischiando di innescare possibili patologie a carico delle ginocchia. Se, invece, pedalando, non potete fare a meno di muovere le anche, significa che, al contrario, è troppo alta. L’ideale è sistemarla ad una altezza tale in cui i fianchi restano fermi ed il ginocchio è leggermente piegato quando il pedale si trova nella posizione più bassa. Fate attenzione a non alzare mai il canotto reggisella lasciando visibile la tacca che segnala il limite massimo.
IL MANUBRIO — Per quanto riguarda il manubrio, ci sono due elementi da tenere in considerazione: altezza e distanza dalla sella. La posizione innalzata è più comoda e permette una migliore visuale, ma perderete qualcosa in salita e fuori sella, mentre più schiacciata è più aerodinamica e potente. L'attacco standard di 10 cm potrebbe essere un buon punto di partenza: una volta seduti in sella con i pedali agganciati e con il manubrio impugnato nella sua parte diritta, i vostri gomiti dovranno essere ancora piegati e il manubrio dovrebbe apparirvi poco davanti al mozzo anteriore.
PEDALARE IN MODO CORRETTO — Regolata l’impostazione della bicicletta, assumete una posizione non rigida con le braccia leggermente flesse. Per mantenere in ogni situazione un buon controllo della bici dovete frenare con al massimo una o due dita (indice o indice e medio). La pedalata dovrà essere rotonda e continua. Evitate, se siete alle prime esperienze, di pedalare ad un ritmo troppo basso, utilizzando marce eccessivamente alte, quelle che in pratica consentono di fare molti metri con una sola pedalata.
QUALE BICI SCEGLIERE — C’è solo l’imbarazzo della scelta. Sul mercato esistono, infatti, una miriade di modelli, ognuno con caratteristiche e costi differenti. Per scegliere quello giusto, prima dell’acquisto, dobbiamo avere chiaro in mente che cosa vogliamo fare. A seconda della risposta potrete orientarvi tra City bike, la due ruote ideale per chi si muove velocemente tra le vie cittadine; bici da corsa, fatta per raggiungere alte velocità su strade asfaltate; mountain bike, adatta a chi ama pedalare in mezzo alla natura, su strade sterrate, scoscese e ripidi pendii.
PRINCIPIANTI ALLENATEVI COSI' — Le esercitazioni sulla bici non dovrebbero durare meno di 40-50 minuti, ma è consigliabile cercare di restare in bici per almeno 90 o 120 minuti. Si deve iniziare con un'intensità tale che la frequenza cardiaca rimanga intorno al 60% della massima teorica per l'età (220 - età = X). Dopo alcune settimane l'intensità del lavoro potrà essere incrementata fino a raggiungere progressivamente il 70-80%. Ovviamente, la seduta di allenamento dovrà prevedere una parte iniziale dedicata al riscaldamento e una parte finale al defaticamento. Preferibile utilizzare una bicicletta dotata di cambio, così da poter affrontare le salite senza difficoltà. E’ bene uscire in bicicletta almeno 3 o 4 volte alla settimana. La continuità e costanza sono molto più importanti dell’intensità e durata. Attenzione a non esagerare: è inutile fare troppi chilometri, in un paio d’ore di pedalata intensa si possono percorrere tranquillamente una quarantina di chilometri, non di più. La bicicletta deve essere sempre piacere e divertimento!
A presto da Blogger Markus, pedalate, pedalate ... e per non disidratarvi H3O Pro, bevanda isotonica, la stessa che usa Leo Messi e tutto il Barcellona Calcio. (mès que un club)
articolo di Mabel Bocchi, gazzetta.it
mercoledì 20 luglio 2011
Dieta: consigli e miti da sfatare . (3a parte)
Saltare i pasti non fa dimagrire: tutto quello che dovete sapere per non commettere errori al momento di scegliere cosa comprare al supermercato e come alimentarvi
OLIO DI SEMI, OLIO DI OLIVA, BURRO O MARGARINA? — Dibattito apertissimo con tesi spesso contrastanti. Cominciamo con lo sfatare un mito, quello secondo cui l'olio di semi è più leggero di quello d'oliva. Entrambi i tipi hanno 9 calorie per grammo, cosicché il loro potere ingrassante è identico. L'olio di semi che più si avvicina a quello di oliva, per percentuale di acido oleico, è quello di arachide (40-70%), seguito da quelli di mais e di girasole (20-50%).
BURRO OD OLIO DI OLIVA? — L’uno e l’altro. Cento grammi di olio di oliva apportano 899 Kcal, di burro 758 Kcal/100 g, pari al 16% in meno. Cento grammi di burro contengono all'incirca 250 mg di colesterolo, assente nell'olio di oliva, ma considerando che l'assunzione quotidiana di colesterolo non deve superare i 300 mg/die, l'aggiunta di piccole quantità di burro agli alimenti è pienamente compatibile con le regole di un'alimentazione salutistica. Se da un lato il burro è ricco di vitamina A e sali minerali, dall'altro l'olio di oliva è ricco di tocoferoli, steroli vegetali e di altre sostanze con azione antiossidante. Il burro ha un punto di fumo molto basso per cui è bene non utilizzarlo per le fritture, per le quali l'olio di oliva è più indicato. Tale caratteristica dona tuttavia al burro un ottima digeribilità, soprattutto se consumato crudo. Spesso e volentieri il burro viene a sua volta sostituito dalla margarina, un alimento da evitare perché ricco di acidi grassi idrogenati.
TUTTA COLPA DELLA TIROIDE? — Non sempre la carenza di ormoni tiroidei è la causa dei chili in eccesso. La tiroide, una ghiandola che si trova nel collo, produce ormoni che regolano il metabolismo. Almeno il 15% della popolazione adulta (nella maggior parte dei casi femminile) ha qualche grado di disfunzione tiroidea, ma solo l'1% può accusare un aumento di peso come diretto risultato di tale problema.
LA CARNE BIANCA È PIÙ MAGRA DELLA ROSSA? — Non é vero, anzi. Un etto di lombata magra ha solo cinque grammi di grassi, un etto di coscia di pollo arriva a 9 grammi. Più dormo e meno peso? Proprio così. La mancanza di sonno (si dovrebbe dormire dalle 7 alle 8 ore a notte) aumenta la produzione di cortisolo, un ormone che tra l’altro regola l'appetito. Un sonno insufficiente, inoltre, può interferire con la capacità dell'organismo di bruciare i carboidrati, causando innalzamenti improvvisi dei livelli di glicemia nel sangue e, conseguentemente, un aumento dell'immagazzinamento dei grassi.
I CIBI SURGELATI SONO MENO NUTRIENTI DI QUELLI FRESCHI? — I surgelati contengono gli stessi principi nutritivi dei cibi freschi e danno anche maggiori garanzie per i controlli effettuati prima della lavorazione, nonché per la presenza di chiare indicazioni nutrizionali sulla confezione La depressione influenza la dieta? In uno studio condotto su 3500 persone, le donne che soffrivano di depressione moderata o ansia hanno assunto in media 118 Kcal in più al giorno e gli uomini 181 Kcal (Journal of the American Dietetic Association, Maggio 2002). Questi extra si possono tradurre in un aumento di circa 6 Kg per le donne e 9 Kg per gli uomini in un anno.
LE CAUSE? — In base allo studio, le donne depresse o ansiose mangiavano meno frutta e verdura e gli uomini, invece, più cibi grassi. Per le prime è bene sostituire gli snack ad alto contenuto calorico con carote e mele; per i secondi tenere a portata di mano formaggi a basso contenuto di grassi.
LA FRUTTA DEVE ESSERE MANGIATA LONTANO DAI PASTI? — Sbagliato. Mangiare la frutta a fine pasto può bilanciare una ripartizione nutrizionale troppo proteica e evita di assumere altri alimenti glucidici come, per esempio, i dolci.
LE VITAMINE DELLA FRUTTA SONO NELLA BUCCIA? — Contrariamente a quanto si crede, la frutta non è ricchissima di vitamine, comunque contenute soprattutto nella polpa. La buccia è invece ricca di fibre insolubili. Perché mi ‘gonfio’? Se il gonfiore alla pancia è legato a cattive abitudini alimentari, prima di andare in farmacia (o al supermercato) a fare il pieno di probiotici e similari, cominciamo con il limitare una serie di cibi che lo favoriscono. Tra questi, pane fresco con molta mollica, cereali troppo raffinati, brodi ed estratti di carne, carni grasse, cacciagione, insaccati in genere, uova fritte. Tra le verdure, crauti, carciofi, spinaci, cipolle, rucola, ravanelli, cetrioli e sedani.
MANGIARE DI NOTTE FA INGRASSARE? — Le calorie sono calorie, sia di mattina che di sera. Non contano quindi gli orari in cui consumano i pasti, ma l’equilibrio tra credito e debito di energia. Studi sulle scimmie dimostrano che il peso non cambia se assumono il 6% del loro cibo quotidiano di notte o se arrivano al 65%. L’organismo brucia i grassi con la stessa velocità durante il sonno.
MANGIARE LA CARNE E LA PASTA NELLO STESSO PASTO È SBAGLIATO? — Sono circa 2 su 10 gli italiani che incorrono ancora nell'errore di separare gli alimenti. È invece fondamentale che in ogni pasto ci sia il giusto equilibrio fra macronutrienti, cioè carboidrati (per esempio la pasta), proteine (per esempio la carne), lipidi (per esempio i grassi contenuti nel condimento della pasta).
Blogger Markus,
articolo tratto da gazzetta.it di Mabel Bocchi
domenica 17 luglio 2011
Dieta: consigli e miti da sfatare . (2a parte)
Saltare i pasti non fa dimagrire: tutto quello che dovete sapere per non commettere errori al momento di scegliere cosa comprare al supermercato e come alimentarvi
LE UOVA FANNO MALE AL FEGATO? — Uno studio dell’Università del Surrey ha confermato che i pazienti che hanno mangiato due uova al giorno per dodici settimane al termine del trattamento avevano l’identico livello di colesterolo di prima. Senza contare che le uova sono altamente nutritive, contenendo vitamina D, vitamina B-12 e altre sostanze preziose. Il fatto che contengano colesterolo non deve escluderle dalla dieta. Il colesterolo non è un nemico da combattere, poiché svolge funzioni molto importanti: è il suo eccesso nel sangue che deve essere controllato.
SE HO PIÙ MUSCOLI BRUCIO DI PIÙ? — Con l'aumentare dell'età il metabolismo rallenta e, insieme, la capacità di bruciare calorie. Un modo per superare questo problema è quello di allenarsi. I muscoli bruciano calorie e quindi più ne hai più calorie bruci, anche stando fermo. Puoi aumentare i muscoli in vari modi: con esercizi aerobici, con i pesi, o meglio, con entrambi. Anche una passeggiata o fare le scale al posto dell'ascensore va benissimo. L’importante è farlo con costanza.
Ecco perchè Herbalife insiste nella personalizzazione proteica e presto vedrete che le linee guida della FAO (0,8g per KG) si adegueranno ai nostri standard (1,2-1,6g per KG)
CEREALI E BARRETTE DIETETICHE FANNO DIMAGRIRE? — Non è così, anzi fanno ingrassare quanto e più delle normali merendine. Infatti sono ricchi di zuccheri, carboidrati e dolcificanti sintetici, e alla fine possono avere almeno altrettante calorie dei cibi ‘normali’. Meglio una piccola porzione di dolce standard, piuttosto che un piatto di dolce a basso contenuto di grassi.
Mi sento di dissentire, perchè ci sono barrette così ma anche barrette senza zuccheri e dolcificanti, con poche calorie.
SE MANGIO IN FRETTA INGRASSO? — Sì, e la dimostrazione scientifica ci arriva da uno studio del Laiko General Hospital di Atene, pubblicato sulle pagine del Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Il cibo-test usato dai ricercatori è stato un gelato da 300 grammi da gustarsi entro la mezz’ora. Coloro che lo hanno spazzolato in pochi minuti, avevano nel sangue livelli di peptide YY e peptide simile al glucagone decisamente inferiori rispetto a chi lo ha mangiato con tutta calma. Ebbene, questi ormoni prodotti dall'intestino agiscono sul cervello inducendo sazietà e segnalando che il pasto deve interrompersi. Se non si dà loro il tempo di essere prodotti e arrivare al cervello (occorrono almeno 10 minuti dall'inizio del pasto perché ciò accada), il segnale di stop non arriva e, di conseguenza, si esagera.
SONO MEGLIO I GRISSINI DEL PANE? — Mangiare i grissini o i cracker al posto del pane quando si è a dieta non ha senso. A parità di peso, infatti, grissini e cracker contengono più calorie del pane. Per rendere più gradevoli questi prodotti secchi, vengono aggiunti zuccheri e grassi che non si trovano nel pane. Per fare andare d’accordo dieta e digestione, chi trova pesante il pane può scegliere quello con meno mollica. Fermenterà di meno e sarà quindi leggero come i prodotti secchi.
LE DIETE IPERPROTEICHE SONO SICURE? — I regimi alimentari ipocalorici ad alto contenuto di proteine (come la Dieta a Zona o la Dieta del Dr Atkins) richiedono ai reni, il cui compito è quello di filtrare le proteine dagli alimenti che assumiamo, un lavoro supplementare. Se questi "straordinari" vengono richiesti da persone giovani e sane, l’organismo è perfettamente in grado di affrontarli, se viceversa sono più datate, il problema si pone. In uno studio condotto su un gruppo di mezza età (Annals of Internal Medicine, Mar 18, 2003), una persona su quattro mostrava segni di una lieve diminuzione delle funzioni renali. Poiché tale situazione compromette proprio la capacità di filtrare le proteine dagli alimenti, un'assunzione di cibo ad alto contenuto proteico potrebbe rivelarsi una pessima scelta.
Blogger Markus,
continua
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